Diventati una vera e propria mania per pubblico e registi, i dinosauri sono tra i protagonisti assoluti del cinema di fantascienza degli anni Cinquanta e Sessanta. Risale a questo periodo una marea di titoli più o meno fantasiosi, più o meno amati dal pubblico, con protagonisti i mostri preistorici più disparati inseriti nelle ambientazioni più improbabili.
Uno di questi, meritevole di citazione, è l'Allosauro protagonista del dinowestern La vendetta di Gwangi (1968). Si tratta di un film decisamente originale, reso incredibile dall'ambientazione: alcuni cowboy trovano in una valle deserta il terribile Gwangi e, dopo averlo catturato al lazo (!), lo portano in città per farlo esibire durante un rodeo. Neanche a dirlo, il terribile Allosauro, fatto fuori un elefante, riesce a scappare seminando terrore in città. Tutto finisce con la morte del mostro che, come da copione, incarna il simbolo di una Natura incontrollabile quanto inconsapevole. Incredibile la sequenza finale: Gwangi irrompe nella cattedrale in cui si
sono rifugiati tutti e muore emettendo grida strazianti, avvolto dalle fiamme di un incendio che devasta tutto.
Il film, per quanto mosso da una trama zoppicante, ha il merito di portare sul grande schermo i mitici dinosauri creati dal grande Ray Harryhausen, animati in modo eccezionale con la tecnica dello stop-motion. Tutta da godere è la scena della lotta dell'Allosauro Gwangi con lo Stiracosauro, mentre i cowboy a cavallo ronzano intorno ai due litiganti senza sapere che pesci pigliare. Tecnicamente impressionate è invece la scena della cattura di Gwangi al lazo: l’iterazione tra attori e modellino è gestita in modo magistrale. Il tutto tenendo presente che una sola agitata di coda di Gwangi, realizzata con decine di fotografie montate in successione, poteva costare un’intera giornata di lavoro. Nel corso della scena che ci mostra la gola del canyon in cui sono sopravvissuti i dinosauri troviamo anche uno Pterodattilo che artiglia la bella di turno.
Gwangi non nacque dalla fervida fantasia di Harryhausen ma da quella del suo maestro Willis H. O'Brien, che nel 1956 aveva sceneggiato La valle dei disperati (1956) rispolverando un vecchio progetto accantonato da tempo: inizialmente Gwangi doveva essere un enorme scorpione ma poi prevalse la scelta del dinosauro.
A titolo di curiosità va citata la scena in cui un piccolo Gallimimus scappa dai cowboy che lo inseguono finendo dritto nelle fauci di Gwangi: una scena che non può non ricordare il “sol boccone” con cui il T-Rex di Jurassic Park si pappa un Gallimimus in fuga... Conoscendo Spielberg e il suo amore per il cinema di genere ci piace pensare che sia un omaggio al grande Harryhausen.
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L'errore della zanzara
Quando si cominciò a parlare dell’imminente uscita di Jurassic Park le riviste di divulgazione scientifica di tutto il mondo fecero a gara per aggiudicarsi il parere più autorevole in materia: presidi di facoltà, paleontologi, etologi di tutte le università del mondo dissero la loro. Si sapeva solo che nel film venivano “svelate” alcune curiosità sui dinosauri che fino ad allora erano rimaste chiuse nei testi di paleontologia: erano creature a sangue caldo più simili agli uccelli che non ai rettili, cacciavano in branco, il Tirannosauro vedeva solo gli oggetti in movimento, qualcuno era veloce come una jeep e i Velociraptor avevano una zampa armata da un artiglio tagliente come una sciabola. Tormentoni che restarono impressi nella testa di tutti per mesi e mesi. Eppure, in sala, qualche studioso si fece più di una risata scuotendo la testa divertito.
Poi c’è la questione del titolo, Jurassic Park... perché mai intestare il parco al Giurassico se i dinosauri in esso allevati risalgono in gran parte ad altri periodi? T-Rex e Velociraptor, le star del film, per esempio, vissero nel Cretaceo! Nessuna risposta ci viene poi data su come potrebbero i dinosauri vivere in un ambiente come il nostro, quando sappiamo per certo che milioni d’anni fa la Terra era avvolta da temperature e atmosfere completamente diverse.
Sulla precisione con cui sono stati ricreati aspetto e abitudini dei dinosauri si sono accapigliati in migliaia. Il Velociraptor era alto meno di un metro e non era il bestione che ci viene mostrato nel film. Il Dilophosauro non sputava veleno e non aveva quella suggestiva membrana che si apre a ombrello sul collo che vediamo nel film. Se il Triceratopo che vediamo morente è una femmina come dicono, perché ha le corna grandi tipiche dei maschi?
Cominciamo dall'inizio, da quella benedetta zanzara gonfia di sangue rimasta intrappolata nell'ambra milioni di anni fa gonfia del sangue succhiato a qualche dinosauro e che permetterà agli scienziati di ricostruirne il DNA procedendo poi alla clonazione... STOP! La specie di zanzara mostrata in Jurassic Park, per la precisione una Toxorhynchites rutilus, non si nutre di sangue, visto che si ciba di frutta. E poi, anche volendo, quella zanzara non l’avrebbe potuto proprio succhiare il sangue a un dinosauro dal momento che, come ci suggeriscono le antennine pelose mostrate da Spielberg con tanta perizia, si tratta di un esemplare maschio: come è noto sono solo le zanzare femmine a cibarsi di sangue. Spielberg, spalleggiato dai suoi sceneggiatori, assediato dalle domande di entomologi e paleontologi, si affrettò a dichiarare di aver scelto la Toxorhynchites rutilus perché aveva il “physique du rôle” della zanzara preistorica!
Poi c’è la questione del titolo, Jurassic Park... perché mai intestare il parco al Giurassico se i dinosauri in esso allevati risalgono in gran parte ad altri periodi? T-Rex e Velociraptor, le star del film, per esempio, vissero nel Cretaceo! Nessuna risposta ci viene poi data su come potrebbero i dinosauri vivere in un ambiente come il nostro, quando sappiamo per certo che milioni d’anni fa la Terra era avvolta da temperature e atmosfere completamente diverse.
Sulla precisione con cui sono stati ricreati aspetto e abitudini dei dinosauri si sono accapigliati in migliaia. Il Velociraptor era alto meno di un metro e non era il bestione che ci viene mostrato nel film. Il Dilophosauro non sputava veleno e non aveva quella suggestiva membrana che si apre a ombrello sul collo che vediamo nel film. Se il Triceratopo che vediamo morente è una femmina come dicono, perché ha le corna grandi tipiche dei maschi?
Transformers 4: buona la prima!
Successo nelle sale italiane per il primo week end di programmazione del quarto capitolo, Transformers 4 - L'era dell'estinzione, della saga dedicata ai giocattoli Hasbro firmata dal regista Michael Bay. L'atteso esordio supera positivamente la prima prova ai botteghini e la pellicola in 3D ricca di effetti speciali è stata accolta dal pubblico calorosamente in termini di incassi aggiudicandosi nei primi cinque giorni di proiezione 3.877.258 euro, sfiorando i 4 milioni.
I dinobot e Optimus Prime cacciano così dal podio, dopo due settimane, la commedia "Mai così vicini" di Rob Reiner, regista di "Harry ti presento Sally". Scende di un posto anche il fortunato "Maleficent", con Angelina Jolie che, all'ottava settimana, resta comunque sul podio in terza posizione.
Un milione di anni fa...una bionda tra i dinosauri!
Benché tra l’estinzione dei dinosauri e la comparsa dell’uomo ci siano la bellezza di oltre 60 milioni di anni, il cinema e la televisione si sono spesso lasciati conquistare dall'accattivante immagine di cavernicoli alle prese con bestioni alti come una casa di cinque piani.
Il film Un milione di anni fa (1966) è certamente il film di riferimento, anche se in realtà si tratta del remake di Sul sentiero dei mostri (1940). Animata da una bellissima Rachel Welch nei panni di una cavernicola sexy oltre ogni misura, la pellicola si ambienta un milione di anni fa, in una non bene specificata “età della pietra”, durante la lotta fra il Popolo delle Rocce e il Popolo delle Conchiglie. Tutto cambia quando un Uomo delle Rocce incontra una bellissima Donna delle Conchiglie... A parte la trama che teletrasporta gli amanti di Shakespeare al tempo delle caverne, il film propone spettacolari quanto improbabili apparizioni di dinosauri che impressionarono il pubblico, grazie alla consolidata bravura del solito Harry Harryhausen, uno dei più grandi curatori di effetti speciali di Hollywood, specializzato nella tecnica dello stop-motion, che dichiarò placidamente: “Sapevamo che uomini e dinosauri non si sono mai incontrati, ma non facemmo quel film per i professori”. Per la precisione i dinosauri che vediamo apparire sono un Archelone (una testuggine gigante realizzata riprendendo una vera tartaruga), un Allosauro che attacca il villaggio e si sbrana un uomo, un placido Brontosauro, un Triceratopo che lotta con un Allosauro e un grifagno Pteranodonte che rapisce la bellissima Rachel Welch per darla in pasto ai suoi famelici “pulcini”. Per questa scena Harryhausen diede il meglio:
Non potendo far rapire davvero Rachel Welch da un modellino di pochi cm di larghezza escogitò un trucco di montaggio: la bella Rachel, nel tentativo di difendersi dagli artigli del Pterodonte, cade dietro a un piccolo masso – stacco – sostituzione della vera Rachel con un piccolo modellino umano posizionato tra gli artigli del mostro – stacco – ripresa dell’uccellaccio che vola via con la donnina tra gli artigli.
Tutti i modellini realizzati da Harryhausen per il film sono strati conservati, anche se il Triceratopo e lo Stiracosauro sono stati modificati per essere “riciclati” sul set de La vendetta di Gwangi (1968).
Il film Un milione di anni fa (1966) è certamente il film di riferimento, anche se in realtà si tratta del remake di Sul sentiero dei mostri (1940). Animata da una bellissima Rachel Welch nei panni di una cavernicola sexy oltre ogni misura, la pellicola si ambienta un milione di anni fa, in una non bene specificata “età della pietra”, durante la lotta fra il Popolo delle Rocce e il Popolo delle Conchiglie. Tutto cambia quando un Uomo delle Rocce incontra una bellissima Donna delle Conchiglie... A parte la trama che teletrasporta gli amanti di Shakespeare al tempo delle caverne, il film propone spettacolari quanto improbabili apparizioni di dinosauri che impressionarono il pubblico, grazie alla consolidata bravura del solito Harry Harryhausen, uno dei più grandi curatori di effetti speciali di Hollywood, specializzato nella tecnica dello stop-motion, che dichiarò placidamente: “Sapevamo che uomini e dinosauri non si sono mai incontrati, ma non facemmo quel film per i professori”. Per la precisione i dinosauri che vediamo apparire sono un Archelone (una testuggine gigante realizzata riprendendo una vera tartaruga), un Allosauro che attacca il villaggio e si sbrana un uomo, un placido Brontosauro, un Triceratopo che lotta con un Allosauro e un grifagno Pteranodonte che rapisce la bellissima Rachel Welch per darla in pasto ai suoi famelici “pulcini”. Per questa scena Harryhausen diede il meglio:
Non potendo far rapire davvero Rachel Welch da un modellino di pochi cm di larghezza escogitò un trucco di montaggio: la bella Rachel, nel tentativo di difendersi dagli artigli del Pterodonte, cade dietro a un piccolo masso – stacco – sostituzione della vera Rachel con un piccolo modellino umano posizionato tra gli artigli del mostro – stacco – ripresa dell’uccellaccio che vola via con la donnina tra gli artigli.
Tutti i modellini realizzati da Harryhausen per il film sono strati conservati, anche se il Triceratopo e lo Stiracosauro sono stati modificati per essere “riciclati” sul set de La vendetta di Gwangi (1968).
Spielberg assassino di dinosauri: bufale del web e altri guai.
Ebbene sì, anche una star come Steven Spielberg può diventare vittima di una "bufala" sul web. Proprio in questi giorni, il regista e produttore premio Oscar è entrato nell'occhio del ciclone a causa di una foto pubblicata su Facebook dove compare in posa davanti al “cadavere” di un triceratopo, sul set di Jurassic Park.
A postare la foto sul social fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, è stato Jay Branscomb, comico e umorista 2.0, che ha commentato la "bravata" con un sarcastico appello: “Vergognosa foto di un cacciatore felicemente in posa accanto a un triceratopo appena trucidato. Per favore, condividere in modo che il mondo possa identificare e svergognare quest’uomo spregevole”.
Assurda la reazione di molti animalisti che, indignati, hanno inveito contro Spielberg , definendolo "assassino di animali". Alcuni, dimostrando di non avere le idee chiare sui dinosauri, hanno incolpato il regista dell'estinzione di questi splendidi animali preistorici, arrivando a chiedere l'intervento delle istituzioni per "fare giustizia".
Ma proprio quando la bufala era all'apice (in poco tempo oltre 30 mila condivisioni e quasi 6mila commenti), un'altra foto, pubblicata da Branscomb con Spielberg in groppa allo squalo protagonista dell'omonimo film, ha tolto ogni dubbio sulla veridicità, già palesemente dubbia, della "notizia".
Dinosaurus!: quando essere di serie B non è un problema...
Un gruppo di operai al lavoro su un’isola caraibica scoprono accidentalmente i corpi congelati di un uomo di Neanderthal e di due dinosauri, più precisamente un Brontosauro e un T-Rex. Colpiti da un fulmine i tre fossili tornano in vita: l’uomo delle caverne stringe amicizia con un ragazzo dell’isola e adotta il Brontosauro, mentre il T-Rex semina terrore sull'isola. Dopo mille avventure, che causano la morte dell’uomo di Neanderthal e del tenero Brontosauro, Bart decide di affrontare il T-Rex a bordo di una scavatrice meccanica: dopo un estenuante duello sul bordo di una scogliera, finalmente l’uomo riesce ad avere la meglio sul dinosauro facendolo cadere in mare.
Film low budget, diretto nel 1960 da Irvin Yeaworth, già regista del mitico Blob – Fluido mortale (1958), Dinosaurus! è considerato un autentico cult della fantascienza di serie B. Inizialmente la parte di Bart era stata assegnata a Steve Mc Queen ma per ragioni misteriose il contratto non venne mai firmato. I due dinosauri protagonisti sono animati in stop-motion: particolarmente significativa e suggestiva la scena finale dove la scavatrice lotta contro il dinosauro diventando una sorta di mostro meccanico. Inutile sottolineare che il tutto è servito in una salsa avventurosa del tutto priva di senso paleontologico: i tre corpi vengono trovati congelati assieme, ma il Brontosauro risale a 150 milioni di anni fa, il Tirannosauro a 70 milioni di anni fa e l’uomo di Neanderthal a “soli” 130.000 anni fa.
Per cercare di recuperare parte dei soldi spesi per realizzare i modellini il produttore li riciclò sul set due serie televisive: il Tirannosauro venne affittato dalla troupe impegnata a girare il popolare show L’isola di Gilligan, per la puntata della terza edizione in cui Gilligan sogna di trovarsi improvvisamente nell'era delle caverne.
Film low budget, diretto nel 1960 da Irvin Yeaworth, già regista del mitico Blob – Fluido mortale (1958), Dinosaurus! è considerato un autentico cult della fantascienza di serie B. Inizialmente la parte di Bart era stata assegnata a Steve Mc Queen ma per ragioni misteriose il contratto non venne mai firmato. I due dinosauri protagonisti sono animati in stop-motion: particolarmente significativa e suggestiva la scena finale dove la scavatrice lotta contro il dinosauro diventando una sorta di mostro meccanico. Inutile sottolineare che il tutto è servito in una salsa avventurosa del tutto priva di senso paleontologico: i tre corpi vengono trovati congelati assieme, ma il Brontosauro risale a 150 milioni di anni fa, il Tirannosauro a 70 milioni di anni fa e l’uomo di Neanderthal a “soli” 130.000 anni fa.
Per cercare di recuperare parte dei soldi spesi per realizzare i modellini il produttore li riciclò sul set due serie televisive: il Tirannosauro venne affittato dalla troupe impegnata a girare il popolare show L’isola di Gilligan, per la puntata della terza edizione in cui Gilligan sogna di trovarsi improvvisamente nell'era delle caverne.
Transformers 4: un po' di numeri...
Quando si parla di un'uscita cinematografica attesa così tanto come Transformers 4 -L'era dell'estinzione non si possono che citare numeri da capogiro, anche se ancora provvisori almeno in Italia, dove il film è arrivato nelle sale solo ieri e deve ancora superare il primo weekend di programmazione.
Il quarto capitolo della saga con protagonisti i tanto amati robot-veicoli alieni è uscito negli Stati Uniti il 27 giugno e tra il 25 e 26 in gran parte del mondo. Fino ad ora ha totalizzato 752 milioni di dollari, di cui 210 in patria. Il Paese che ha dimostrato il più grande amore per i giocattoli della Hasbro è la Cina dove la pellicola ha superato persino gli incassi di Avatar.
Ma grandi sono anche i costi di ovvero 210 milioni di dollari per 163 minuti di film pieni di effetti speciali in 3D dove però l'adrenalina è assicurata e firmata Michael Bay. Insomma i dinobot hanno già conquistato i botteghini di mezzo mondo, riusciranno a fare lo stesso anche con quelli italiani?
Transformers 4: L'era dell'estinzion: -24h all'uscita del quarto capitolo della saga.
La grande attesa per l'uscita del quarto capitolo della saga, "Transformers 4: l'era dell'estinzione", dedicata ai robot alieni più famosi e amati di tutti i tempi sta per terminare. Domani mercoledì 16 luglio il film, firmato da Michael Bay , uscirà nelle sale italiane per la gioia di tutti i fan.
Vi proponiamo una clip in anteprima del film. Da domani Optimus Prime, gli Autobot e i tanto attesissimi Dinobots torneranno sul grande schermo, guidati da un nuovo protagonista-eroe umano che stavolta avrà il volto di Mark Wahlberg.
Esiste forse un modo migliore per festeggiare il 30° compleanno dei Transformers, se non quello di ammirare i nuovi amici preistorici di Bumblebee & Co.?
Fonte: Wired
Viaggio al centro della Terra, un viaggio nel mito.
Viaggio al centro della Terra (1959) di Henry Levin è la prima trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Jules Verne. Nonostante le numerose differenze che lo allontanano dal romanzo, il film restituisce con grande efficacia l’atmosfera avventurosa descritta dallo scrittore, soprattutto grazie alle magnifiche scenografie di Lyle R. Wheeler e gli effetti speciali di Lenwood Ballard Abbot, James B. Gordon e Carl Faulkner.I dinosauri che la squadra di esploratori incontra durante il viaggio verso il centro del pianeta non sono quelli descritti da Verne, ossia un Ittiosauro e un Plesiosauro, ma un branco di Dimetrodonti e un improbabile camaleonte rosso gigante, così descritto nel sensazionalistico trailer dell’epoca.
Tralasciando quest’ultimo essere scaturito dalla fantasia degli sceneggiatori, il branco di Dimetrodonti che cerca di sbranare la bella Carla (Arlene Dahl) è formato in realtà da iguana rinoceronte a cui una squadra di abili truccatori ha applicato sulla schiena alte creste spinose. Riprese mentre si muovevano su un set preparato ad arte, con caverne e montagne ricreate in miniatura, le iguana
venivano poi proiettate su schermi posti sul fondo della scena su cui si muovevano gli attori in carne e ossa, ovviamente ingrandite centinaia di volte. L’effetto finale era quello di grossi mostri che si muovevano in libertà, non più a scatti come accadeva con i modellini ripresi con la tecnica stop-motion. Non si trattava certo di una tecnica nuova, visto che i “slurpasauri”, come vengono chiamati in gergo questi rettili truccati da dinosauri, venivano già usati fin dagli anni Trenta, ma qui l’uso del colore e del cinemascope li ha resi davvero sensazionali.
Anche se la critica dell’epoca li trovò abbastanza datati e ridicoli, il pubblico dimostrò di gradirli garantendo al film un discreto successo. Il ricorso a questa tecnica, decisamente più economica dei costosi modellini da animare in stop-motion, ci spiega la scelta degli sceneggiatori di non mostrare le specie citate nel romanzo: per quanto bravi fossero i truccatori assoldati dalla Twentieth Century Fox non sarebbero riusciti a trasformare delle lucertole o delle iguane in Ittiosauri e Plesiosauri, ossia in creature marine dalle grosse pinne e dal lunghissimo collo.
Nonostante la nomination all’Oscar per gli effetti speciali Viaggio al centro della Terra non riuscì a vincere l’ambita statuetta, che quell’anno andò a Ben Hur.
Allegro sì, ma non troppo...
Una delle migliori proposte italiane al cinema made Usa con tema i dinosauri è il film del 1977 di Bruno Bozzetto dal titolo Allegro non troppo. Con buona ragione la pellicola può essere considerata la risposta nostrana al disneyano Fantasia. Inizialmente, secondo i progetti del regista, doveva trattarsi di un corto animato sulla colonna sonora del Bolero di Maurice Ravel, brano che lo aveva letteralmente stregato, suggerendogli una marcia di “qualcosa” in continuo crescendo. Al Bolero si sono poi affiancati gli altri pezzi che compongono questo straordinario concerto animato: il Valzer triste di Sibelius, la Marcia Slava n. 7 di Dvorak, il Concerto in do maggiore di Vivaldi e L’uccello di fuoco di Stravinskij.
Il soggetto si sviluppò poi in una direzione semplice quanto ambiziosa: la storia dell’evoluzione della vita, un crescendo biologico che seguisse passo passo la partitura di Ravel. Dal genio di Bozzetto e dei suoi sceneggiatori emerse così l’idea di far cominciare tutto dalla fine: in una Terra ancora desolata un’astronave abbandona una bottiglia di Coca-Cola, da cui fuoriesce una gocciolina di bevanda che da essere informe si evolve pian piano in esseri mastodontici, fino a formare un corteo di dinosauri in marcia verso il deserto. Ricorda Bozzetto: “Quei dinosauri erano troppo grandi e troppo numerosi! Hanno richiesto uno sforzo straordinario da parte di due animatori eccezionali quali Giovanni Ferrari e Walter Cavazzuti. Ma in particolare sono stati un vero tormento per Carlo Beretta e Stefano Nuzzolese, che hanno dedicato quasi due anni a disegnare le ombre sfumate su ognuno di quei grandi corpi, utilizzando la sola matita. E questo per migliaia di disegni. Non ho mai avuto il coraggio di chieder loro quante ne abbiano consumate!”.
Inutile cercare rigore paleontologico nei dinosauri di Bozzetto, poiché sono esseri scaturiti dalla fantasia,
inseguiti dal fuoco che arma la mano di una scimmia minacciosa destinata a un grande futuro di sopraffazione e violenza.
Il soggetto si sviluppò poi in una direzione semplice quanto ambiziosa: la storia dell’evoluzione della vita, un crescendo biologico che seguisse passo passo la partitura di Ravel. Dal genio di Bozzetto e dei suoi sceneggiatori emerse così l’idea di far cominciare tutto dalla fine: in una Terra ancora desolata un’astronave abbandona una bottiglia di Coca-Cola, da cui fuoriesce una gocciolina di bevanda che da essere informe si evolve pian piano in esseri mastodontici, fino a formare un corteo di dinosauri in marcia verso il deserto. Ricorda Bozzetto: “Quei dinosauri erano troppo grandi e troppo numerosi! Hanno richiesto uno sforzo straordinario da parte di due animatori eccezionali quali Giovanni Ferrari e Walter Cavazzuti. Ma in particolare sono stati un vero tormento per Carlo Beretta e Stefano Nuzzolese, che hanno dedicato quasi due anni a disegnare le ombre sfumate su ognuno di quei grandi corpi, utilizzando la sola matita. E questo per migliaia di disegni. Non ho mai avuto il coraggio di chieder loro quante ne abbiano consumate!”.
Inutile cercare rigore paleontologico nei dinosauri di Bozzetto, poiché sono esseri scaturiti dalla fantasia,
inseguiti dal fuoco che arma la mano di una scimmia minacciosa destinata a un grande futuro di sopraffazione e violenza.
Jurassic World: indiscrezioni...
Continuano ad arrivare anticipazioni dal set di Jurassic World.
E, intanto, cresce l'attesa per i fan della saga a tema preistorico e non solo. In queste settimane alle Hawaii, stanno girando le scene dell'ultimo capitolo e, come già era successo qualche tempo fa, dal set del film è trapelata una fotografia. L'indiscrezione sull'ultima fatica di Steven Spielberg è arrivata dal profilo Twitter del regista Colin Trevorrow che ha commentato così l'immagine: "Sabato. 4 di mattina". Immediata la corsa on line per capire cosa si cela dietro allo scatto che raffigura l'impronta di una mano insanguinata sulla fiancata di un veicolo dell'unità veterinaria.
![]() |
| Fonte: blog.screenweek.it |
Il quarto capitolo della saga dedicata ai dinosauri non riprenderà la storia da dove si era interrotta nel terzo, ma ben 22 anni dopo le vicende raccontate nel primo film. Spielberg, impareggiabile produttore, e Colin Trevorrow in cabina di regia rappresentano una garanzia per un evento cinematografico che terrà tutti con il fiato sospeso fino al 12 giugno 2015, data di uscita del film. Nel cast: Bryce Dallas Howard, Ty Simpkins, Jake Johnson e Vincent D’Onofrio e ovviamente il protagonista Chris Pratt.
Una star di nome Godzilla: le origini.
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| by “Caveman Chuck†Coker |
Chiamato inizialmente dagli sceneggiatori il mostro Gojira, stiamo parlando ovviamente di Godzilla. Si tratta di una parola di fantasia risultato della fusione del termine occidentale “gorilla” con quello giapponese “kuijra”, ossia balena. L’occidentalizzazione in Godzilla si deve ai distributori americani.
![]() |
| by la.furia |
A causa delle radiazioni atomiche da cui è stato investito, e delle quali si nutre voracemente, Godzilla si è mutato in una creatura anfibia in grado di camminare sul fondale degli oceani e di emettere dalla bocca un potente raggio atomico blu generato da una speciale ghiandola simile a un reattore nucleare. Grazie alla grande quantità di radiazioni assorbite è in grado di emettere un potentissimo raggio rosso cento volte più potente di quello blu. Il suo corpo è interamente coperto di scaglie resistenti a tutto e le sue cellule modificate gli consentono di rigenerare immediatamente le parti recise o ferite.
Transformers 4- L'era dell'estinzione: aspettando i dinobots...
Grande attesa per l'uscita nelle sale di Transformers 4- L'era dell'estinzione. Oltre alla curiosità dei fan per un nuovo capitolo della saga, a catalizzare l'attenzione stavolta ci sarà anche la versione meccanica dei dinosauri ovviamente firmata da Michael Bay. La pellicola in 3D arriverà nei cinema statunitensi venerdì 27 giugno, mentre in italia dovremo attendere fino al 16 luglio!
Dopo il successo dei primi tre film, il sequel con protagonisti i robot della Hasbro e gli attori Mark Wahlberg, Jack Reynor, Nicola Peltz e Kelsey Grammer rischia di far impazzire i botteghini per l'esordio sul grande schermo dei Dinobots.
La storia riprenderà da dove si era interrotta nel terzo, Transformers: Dark of the Moon, dopo la ritirata dei Decepticon e con il mondo praticamente distrutto. Ma la pace conquistata duramente non è destinata a durare a lungo...
Dopo il successo dei primi tre film, il sequel con protagonisti i robot della Hasbro e gli attori Mark Wahlberg, Jack Reynor, Nicola Peltz e Kelsey Grammer rischia di far impazzire i botteghini per l'esordio sul grande schermo dei Dinobots.
La storia riprenderà da dove si era interrotta nel terzo, Transformers: Dark of the Moon, dopo la ritirata dei Decepticon e con il mondo praticamente distrutto. Ma la pace conquistata duramente non è destinata a durare a lungo...
Gli Slurpasauri e i segreti del make-up...
Quando ancora gli effetti speciali non erano tali da riuscire a ricreare virtualmente l'immagine di un dinosauro, il cinema subiva già il fascino di questi misteriosi animali preistorici. Così, per gli "addetti ai lavori" l'unica strada da percorrere rimase il make-up. Pian piano, non furono più le avvenenti dive a trascorrere le ore in camerino per il maquillage ma i rettili! Da qui il nome di questa tecnica
“reptile make-up”, ossia truccare dei grossi rettili, come iguane e varani
, aggiungendo creste, code, pinne e corna di gomma e cartapesta al fine di
trasformarli in esseri preistorici. Ripresi su set arredati con alberi, case e
montagne riprodotti in scala ridotta, e poi inseriti nel girato del film,
questi esseri mostruosi erano quanto di più simile ai dinosauri si potesse
ottenere. Una soluzione anche economica rispetto all'alternativa dei modellini.
Questo espediente venne usato fino alla fine degli anni Settanta con risultati
discontinui, a seconda del diverso livello di maestria di truccatori,
direttori della fotografia e montatori. Una delle difficoltà maggiori era dovuta al fatto che, per far muovere i
rettili, si doveva scaldare il set con speciali lampade calde per evitare che
gli animali si bloccassero a causa della temperatura troppo bassa.
I rettili, truccati
da dinosauri, vengono ancora oggi chiamati in gergo “slurpasauri” per via
dell’abitudine tipica tipica di questa specie di passarsi la lunga lingua sul muso
con movimenti circolari: uno “slurp” continuo, appunto!
DINOSAURI: qualche licenza poetica...Anzi cinematografica!
Dinosauri (2000) è sicuramente uno dei film più amati tra quelli a tema. Sicuramente gli scienziati potrebbero obiettare molte scelte fatte dagli sceneggiatori per esigenze narrative ai danni della corrispondenza con la realtà scientifica. Da questo punto di vista, infatti, il film è
tutto meno che preciso: lemuri e Iguanodonti non hanno mai convissuto poiché i
primi sono comparsi milioni di anni più tardi dei secondi! Anche altre specie
di dinosauri, presenti nel film, non avrebbero potuto convivere con gli
Iguanodonti (ad esempio lo Stiracosauro è vissuto 80 milioni di anni fa, mentre il nostro protagonista risale a 150-100 milioni di anni fa).
Ineccepibili, invece, sono la maestria e la tecnica con le quali sono state girate le scene: riprese dal vivo effettuate nelle foreste delle Hawaii e delle Isole Samoa, in California e in Australia, successivamente ritoccate al computer. Gli sfondi per la scena iniziale, quella che vede l’uovo di Aladar finire dal nido materno alla foresta dei lemuri, sono stati filmati partendo dalle paludi della Florida per arrivare alle pianure australiane, passando per il Venezuela, al fine di rendere evidentissimo il cambio della vegetazione.
Per rendere credibili alcune soggettive dei personaggi, rendendole dal punto di vista di un dinosauro, la troupe ha inventato uno speciale carrello elevatore, chiamato “dinocam”, che permetteva alla cinepresa di salire fino a 21 metri!
DINOSAURI: un'avventura Disney tra lemuri e Carnotauri...
Abbiamo già parlato del capolavoro della Disney Fantasia in cui i dinosauri e il loro mondo hanno conquistato un'intera sequenza. Ma è del 2000 il film Disney completamente dedicato a questi splendidi animali, tanto da prenderne il nome. Dinosauri , per la regia di Eric Leighton e
Ralph Zondag, ha come protagonista l'indimenticabile Iguanodonte Aladar che nel film viene cresciuto, per caso, da un gruppo di lemuri.
Per arrivare a scegliere il dinosauro giusto per "vestire i panni" di Aladar, gli animatori
della Walt Disney Pictures si sono confrontati per mesi: innanzitutto il dinosauro al centro della storia doveva essere erbivoro,
quindi innocuo, e soprattutto avere un muso simpatico. Scartate ipotesi poco
realizzabili che proponevano dinosauri sconosciuti al grande pubblico, la
scelta cadde sull’Iguanodonte, uno degli animali preistorici più amati dai
bambini e uno dei primi ad essere stato scoperto. Nel film non è scontata neanche la scelta del cattivo. Escluso il solito T-Rex, i due registi optarono per dei giganteschi Carnotauri: la grandezza di quest’ultimi
rispetto agli Iguanodonti permise di realizzare scene di grande impatto. Anche
se, a onor del vero, va detto che questi due Carnotauri cattivoni, Kong e
Carnopo (inquietantemente muti), sono stati disegnati esageratamente più grandi
rispetto agli originali.
Non solo Carnotauri e Iguanodonti, i dinosauri che compaiono nel film non finiscono qui! Sono tanti infatti gli amici di Aladar dalla pelle squamata...
Per arrivare a scegliere il dinosauro giusto per "vestire i panni" di Aladar, gli animatori
della Walt Disney Pictures si sono confrontati per mesi: innanzitutto il dinosauro al centro della storia doveva essere erbivoro,
quindi innocuo, e soprattutto avere un muso simpatico. Scartate ipotesi poco
realizzabili che proponevano dinosauri sconosciuti al grande pubblico, la
scelta cadde sull’Iguanodonte, uno degli animali preistorici più amati dai
bambini e uno dei primi ad essere stato scoperto. Nel film non è scontata neanche la scelta del cattivo. Escluso il solito T-Rex, i due registi optarono per dei giganteschi Carnotauri: la grandezza di quest’ultimi
rispetto agli Iguanodonti permise di realizzare scene di grande impatto. Anche
se, a onor del vero, va detto che questi due Carnotauri cattivoni, Kong e
Carnopo (inquietantemente muti), sono stati disegnati esageratamente più grandi
rispetto agli originali. Non solo Carnotauri e Iguanodonti, i dinosauri che compaiono nel film non finiscono qui! Sono tanti infatti gli amici di Aladar dalla pelle squamata...
Festeggiamo insieme i 100 anni di Gertie...
Gertie nasce sul grande schermo nel 1914 (ben 100 anni fa!), quando il cinema inizia a sperimentare i primi
effetti speciali. Diversamente da quanto accadrà in seguito, i dinosauri rappresentano ancora per la settima arte una materia off limits, a
causa delle loro dimensioni e delle scarse conoscenze scientifiche non ancora comprovate agli albori del secolo. Non è un caso, infatti, che il primo dinosauro della Storia del Cinema sia un
cartone animato! Non stiamo parlando di un cartone animato qualsiasi, ma di un piccolo
capolavoro di 13 minuti firmato dal grande animatore e disegnatore WinsorMcCay.
I fotogrammi tremolanti della pellicola - uno dei primi film della storia girati con tecnica mista: montaggio combinato di immagini girate dal vivo e cartoni animati - ci mostrano lo stesso McCay, il giornalista Roy McCardell e il cartoonist George McManus intenti a godersi una gita in macchina. A causa di una gomma forata i tre devono riparare nel vicino Museo di Scienze Naturali, dove restano meravigliati dalla grandezza dello scheletro di un Apatosauro (Brontosauro). McCay scommette una cena con McManus: sarà in grado di animare quel bestione!
Dopo sei mesi di lavoro, occorsi per realizzare centinaia di disegni, McCay mostra a tutti il suo dinosauro animato, cominciando a disegnarlo su un enorme foglio. A questo punto avviene la magia!
Con un gesto da vero teatrante McCay presenta la
Brontosaura Gertie che
improvvisamente si anima sul foglio, facendo esattamente tutto ciò che le ordina: esce dalla caverna, mangia una pietra, balla, divora una pianta intera, saluta il pubblico con un elegante gesto del collo, alza la zampa destra, si fa distrarre da un serpente marino, si dispera perché le dicono che è una cattiva ragazza, alza la zampa sinistra, si lascia spaventare da un “piccolo” elefante di passaggio, si alza sulle zampe posteriori per ballare un po’. Si beve tutto il lago prosciugandolo. Poi McCay entra nel cartone animato e chiede a Gertie di portarlo a spasso sulla sua groppa.
La scommessa è vinta e, cogliendo l'occasione della ricorrenza dei 100 anni, vogliamo festeggiare insieme questa vittoria di McCay, del cinema e, perchè no, anche dei nostri amici dinosauri!
I fotogrammi tremolanti della pellicola - uno dei primi film della storia girati con tecnica mista: montaggio combinato di immagini girate dal vivo e cartoni animati - ci mostrano lo stesso McCay, il giornalista Roy McCardell e il cartoonist George McManus intenti a godersi una gita in macchina. A causa di una gomma forata i tre devono riparare nel vicino Museo di Scienze Naturali, dove restano meravigliati dalla grandezza dello scheletro di un Apatosauro (Brontosauro). McCay scommette una cena con McManus: sarà in grado di animare quel bestione!
Dopo sei mesi di lavoro, occorsi per realizzare centinaia di disegni, McCay mostra a tutti il suo dinosauro animato, cominciando a disegnarlo su un enorme foglio. A questo punto avviene la magia!
Con un gesto da vero teatrante McCay presenta la
Brontosaura Gertie che improvvisamente si anima sul foglio, facendo esattamente tutto ciò che le ordina: esce dalla caverna, mangia una pietra, balla, divora una pianta intera, saluta il pubblico con un elegante gesto del collo, alza la zampa destra, si fa distrarre da un serpente marino, si dispera perché le dicono che è una cattiva ragazza, alza la zampa sinistra, si lascia spaventare da un “piccolo” elefante di passaggio, si alza sulle zampe posteriori per ballare un po’. Si beve tutto il lago prosciugandolo. Poi McCay entra nel cartone animato e chiede a Gertie di portarlo a spasso sulla sua groppa.
La scommessa è vinta e, cogliendo l'occasione della ricorrenza dei 100 anni, vogliamo festeggiare insieme questa vittoria di McCay, del cinema e, perchè no, anche dei nostri amici dinosauri!
FANTASIA. Sequenza Sagra della Primavera: le origini.
Ma qual è l'origine della sequenza dei dinosauri in Fantasia? Sicuramente i disegno e le immagini furono ispirate dalla musica di Igor Stravinskij, ma non tutti sanno che il tema fu
suggerito agli animatori da Walt Disney stesso, che chiese di inserire "qualcosa di
preistorico, selvaggio e ancestrale, con grossi animali carnivori”. Dopo aver
pensato di lavorare sul bellissimo tema musicale de L’uccello di fuoco, sempre dello stesso compositore, si decise di deviare sulla più ritmata Sagra della
Primavera, con temi sonori più graffianti e inquietanti, in linea
con le lotte tra giganti e gli sconvolgimenti primitivi dei continenti.
Non a
caso lo stesso Disney, dopo aver ascoltato il brano coi suoi collaboratori,
esclamò: “È meraviglioso! Sarebbe perfetto per gli animali preistorici. Ci
sarebbe qualcosa di terrificante in dinosauri, lucertole volanti, e mostri
preistorici... Ci sarà dell’autentica bellezza in queste scene”. Nelle
intenzioni degli sceneggiatori la sequenza avrebbe dovuto estendersi fino alla
comparsa dell’uomo, con il suo trionfo sulla natura, a seguito della scoperta
del fuoco, ma a Disney venne consigliato di rinunciare per evitare problemi con
la Chiesa cattolica per gli inevitabili riferimenti alla teoria
dell’evoluzione darwiniana.
Per creare dinosauri che risultassero
credibili i disegnatori lavorarono sotto la supervisione del paleontologo
Barnum Brown. Il direttore tecnico della sequenza, John Hubley, impose agli
animatori di mantenere il punto di vista all’altezza del terreno, in modo tale
da aumentare l’imponente grandezza dei dinosauri.
I dinosauri a suon di Stravinskij...
La famosa sequenza di Fantasia dedicata ai dinosauri come abbiamo accennato, è quella che si sviluppa sulle note della Sagra della Primavera di Stravinskij.
All'inizio del brano, i disegnatori hanno inserito le immagini delle prime forme di vita che evolvendosi gradualmente, in un crescendo musicale, diventano organismi sempre più complessi. Quando il brano raggiunge la massima potenza espressiva, ecco comparire i dinosauri!! Fanno il loro ingresso in una marcia che li porterà sino all'estinzione.
Vero e proprio momento clou è la lotta tra il terribile Tirannosauro e lo Stegosauro, che termina con l’inevitabile sconfitta di quest’ultimo. Intorno a loro vediamo comparire Triceratopi, Brontosauri, Ornitomimi, Parasaurolofi, Dimetrodonti, Ornitopodi e Pterosauri.
Fantasia...di dinosauri!
Impossibile dimenticare i fantastici dinosauri (…è proprio il caso di
dirlo!) del capolavoro dell’animazione made Disney Fantasia (1941). Il film- concerto, fortemente voluto da Walt
Disney in persona, è grande affresco musicale. Walt Disney volle un’orchestra
che suonasse i brani più belli del repertorio classico, accompagnati da
immagini suggerite ai suoi migliori animatori proprio dalla musica.
Uno degli episodi più incredibili è di certo quello dedicato alla Sagra della Primavera del compositore russo Igor Stravinskij con protagonisti enormi dinosauri che lottano tra loro.
Il brano, che inizia con un tema sospeso, ci introduce al mistero della creazione dell’Universo, con le nebulose che fluttuano nel vuoto fino a dar vita a qualcosa di sempre più concreto: il pianeta Terra. Dopo gli sconvolgimenti creati dall’incontro con il fuoco e con l’acqua, ecco nascere la vita che, man mano, si sviluppa in forme sempre più complesse.
Uno degli episodi più incredibili è di certo quello dedicato alla Sagra della Primavera del compositore russo Igor Stravinskij con protagonisti enormi dinosauri che lottano tra loro. Il brano, che inizia con un tema sospeso, ci introduce al mistero della creazione dell’Universo, con le nebulose che fluttuano nel vuoto fino a dar vita a qualcosa di sempre più concreto: il pianeta Terra. Dopo gli sconvolgimenti creati dall’incontro con il fuoco e con l’acqua, ecco nascere la vita che, man mano, si sviluppa in forme sempre più complesse.
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